Comportamento al fuoco

 

Decadono le classi italiane e l'omologazione.

Le vecchie classi nazionali sono già state eliminate in quasi tutti i Paesi europei. Le nuove classi di reazione al fuoco sono molto diverse dalle precedenti, essendo cambiati i metodi di prova e i parametri misurati. In questo quadro si collocano i due decreti ministeriali pubblicati nella Gazzetta Ufficiale n° 73 del 30 marzo 2005.

Il primo decreto (D.M. 10 marzo 2005) recepisce le nuove euroclassi e le relative Decisioni della Commissione; esso fa riferimento in particolare a:

  • l'allegato A contenente le tabelle di classificazione dei materiali e i relativi metodi di      prova e criteri di classificazione;
  • l'allegato B contenente la combinazione delle classi di reazione al fuoco previste nella EN 13501-1;
  • l'allegato C contenente l'elenco dei materiali a cui è attribuita la classe di reazione al fuoco senza onere di prova.

Il secondo decreto (D.M. 15 marzo 2005) definisce quali requisiti devono possedere i prodotti da costruzione per poter essere installati nelle attività comprese nel campo di applicazione delle vigenti disposizioni tecniche di prevenzione incendi, in luogo delle classi italiane previste dal D.M. 26 giugno 1984, e successive modifiche ed integrazioni.

Va precisato che:

La classe F non significa che il prodotto sia intrinsecamente pericoloso, ma solo che non è stata determinata la classe di reazione al fuoco. La vecchia classe 0 dell'incombustibilità corrisponde all'Euroclasse A1. Come evidenziato dai seguenti art. del D.M. 15 marzo 2005

Art. 2

Prodotti incombustibili

1. Laddove per i prodotti sono prescritte caratteristiche di incombustibilità ovvero è richiesta la classe 0 (zero) di reazione al fuoco, sono utilizzati prodotti di classe (A1) per impiego a parete e a soffitto, di classe (A1FL) per impiego a pavimento e di classe (A1L) per l'isolamento di installazioni tecniche a prevalente sviluppo lineare.

Art. 3

Prodotti non classificati

1. I prodotti non classificati ai fini della reazione al fuoco sono individuati in classe (F) per impiego a parete e a soffitto, in classe (FFL) per impiego a pavimento e in classe (FL) per l'isolamento di installazioni tecniche a prevalente sviluppo lineare.

 

Il recepimento delle Euroclassi assume particolare importanza perché la classificazione della reazione al fuoco condiziona il livello di controllo previsto per la marcatura CE, la cui etichetta deve riportare obbligatoriamente la classificazione del materiale.

Inoltre si precisa che: oltre alla classe di reazione al fuoco vera e propria (vedi tabelle di corrispondenza) sono attribuiti ai materiali anche livelli di produzione di fumo - misurati attraverso la sua opacità e indicati con il simbolo s1, s2, s3 (s = smoke) - e l'attitudine a rilasciare gocce o particelle ardenti - indicate con d0,d1,d2 (d = drops).

Così è possibile valutare un sostanziale differenza tra due prodotti, appartenenti alla stessa classe, aventi il primo s1,d0 (livello 1 di emissione di fumi, nessuna goccia) e il secondo s1,d1(livello 1 di emissione di fumi, ma presenza di gocce). Vengono anche introdotte specifiche simbologie per individuare la classe dei prodotti impiegabili come rivestimento dei pavimenti e per i materiali riguardanti gli impianti tecnici a prevalente sviluppo lineare come tubazioni e condotte, nel primo caso alla classe è aggiunto FL (FL = floor), nel secondo è aggiunto il simbolo L, per esempio A2L-s1,d0.

 

Di seguito le tabelle estrapolate dal D.M. 15 marzo 2005